60° di Ordinazione

60° di Ordinazione

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OMELIA DELLA MESSA
NEL 60° DI SACERDOZIO
DI DON GIOVANNI TREMOLADA
24 Giugno 2018

+ Per grazia di Dio e per la vostra benevolenza, mi ritrovo oggi a concludere la Settimana più bella per me del 2018, perchè comprende il mio 84° Compleanno (domenica scorsa, 17 giugno 1934), il mio Onomastico (oggi, San Giovanni Battista) e soprattutto il mio 60° di Ordinazione sacerdotale (giovedì scorso, 21 giugno 1958)!

Da giovane sacerdote non avrei mai immaginato di arrivare alla mia attuale età e al mio 60° di Sacerdozio. Quando da giovane prete, vedevo un sacerdote cinquantenne o sessantenne, mi sembrava ‘vecchio’ e ritenevo che tra me e lui ci fosse un abisso. Oggi devo ricredermi perché l’impensabile profezia si è avverata e mi ritrovo qui a celebrare con voi i due anniversari con incredulità e immensa gratitudine.

Devo riconoscere che è stato tutto un dono di Dio. E’ un dono di Dio l’età longeva, perché tutti i miei familiari e parenti sono partiti da questo mondo prima di me, ossia prima degli 84 anni. E’ soprattutto dono di Dio il sacerdozio, che poteva durare 25 o 50 anni, ma insperatamente fino ai 60!

+ Sono grato al Signore e lieto di celebrare il 60° di sacerdozio a pochi mesi dalla canonizzazione del card. Gian Battista Montini, arcivescovo di Milano per 8 anni e poi Pontefice della Chiesa Universale per 15 anni, canonizzazione che avverrà il 14 ottobre prossimo, durante il Sinodo Mondiale dei giovani.

Riconosco nel card. Gian Battista Montini il padre del mio sacerdozio, poiché mi ha ordinato il 21 giugno 1958, insieme a 36 miei compagni di studio, 23 dei quali sono ancora in vita, mentre 14 sono già partiti per il paradiso.

Del grande arcivescovo conservo una immagine manoscritta da lui il 27 maggio 1958, nel primo incontro personale avuto con lui nel Seminario di Venegono e che recita: ‘MAGNIFICAT ANIMA MEA DOMINUM’, la frase che ha poi segnato tutto il mio sacerdozio e che ha quindi per me il valore di una reliquia.

+ Ricordando l’oramai prossimo ‘San Gian Battista Montini, o ‘San Paolo VI Papa’, intendo ricordare con gratitudine e affetto anche gli Arcivescovi che gli sono succeduti a Milano e con i quali ho intrattenuto rapporti di ministero e di amicizia: il card. Giovanni Colombo, il card. Carlo Maria Martini, il card. Angelo Scola, il card. Dionigi Tettamanzi e l’attuale mons. Mario Delpini.

Mi sia concesso in via eccezionale esprimere un filiale e riconoscente omaggio al card. Giovanni Colombo che mi fu sempre al fianco, dagli anni del mio Liceo fino al giorno della sua morte, (oramai novantenne) riservandomi l’onore di partecipare alla mia Prima Santa Messa celebrata in questa chiesa il 22 giugno 1958, tenendo una magistrale omelia sul sacerdozio (di cui sono disponibili alcune fotocopie).
Desidero rivolgere un saluto affettuoso e un riconoscente grazie all’attuale arcivescovo, mons. Mario Delpini, che giovedì scorso, 21 giugno, giorno anniversario dell’Ordinazione sacerdotale, ha voluto ricordare l’evento presiedendo la concelebrazione con i miei compagni presso il Santuario del Centro Pastorale Ambrosiano di Seveso.

+ Insieme agli arcivescovi che ho conosciuto, vorrei ricordare anche i tantissimi sacerdoti che ho incontrato nei 60 anni di sacerdozio e negli 84 di vita. L’elenco sarebbe lunghissimo e impossibile da ricordare, ma vorrei fare memoria almeno di 4 di loro, che hanno operato in questa parrocchia e che mi hanno accompagnato come seminarista al sacerdozio, verso i quali conservo un debito di riconoscenza incancellabile: mons. Emilio Meani, Don Carlo Andreoni, don Carlo Mariani e don Pasquale Ripamonti. Sono stati gli anni in cui c’erano tante vocazioni in parrocchia, coltivate quotidianamente con la preghiera e l’apostolato oratoriano.

Desidero salutare e ringraziare anche gli attuali sacerdoti della parrocchia di Santo Stefano che hanno permesso questa celebrazione: don Stefano, don Luigi, don Simone e don Roberto, insieme ai sacerdoti della Comunità pastorale Pentecoste.

(Saluto e ringrazio le Autorità civili e militari che gentilmente hanno voluto essere presenti come rappresentanza della cittadinanza).

+ Saluto i 90 nonni, ospiti della Casa di riposo mons. Meani, ai quali ieri ho assicurato che li avremmo ricordati, insieme a tutti gli anziani di Cesano, alle persone ammalate e sole e a tutte quelle bisognose di qualche aiuto spirituale e materiale.

+ Saluto i parenti, gli amici e i conoscenti che mi onorano oggi della loro presenza, in particolare gli ex parrocchiani di Bariana di Garbagnate, con i quali ho trascorso un decennio del mio sacerdozio (’66-’76), dove ho acquisito l’esperienza di parrocchia come famiglia, i cui rapporti perdurano nel tempo fino ad oggi.

+ Desidero salutare e ringraziare tutti i Laici che ho avvicinato nei 60 anni di ministero, ma in particolare i miei Coscritti della Casse 1934 che mi hanno sempre seguito e aiutato, sentendosi onorati di avere un Coscritto prete.

+ Sono cresciuto in oratorio con dei sacerdoti, delle suore (le Sacramentine e le Salesiane) e dei giovani che mi hanno insegnato tante cose e mi hanno fatto balenare l’idea di diventare sacerdote, idea che ho preso in considerazione fino dagli 11 anni entrando nel Seminario di San Pietro Martire , in 1° Ginnasio.

+ La mia famiglia era composta da 4 persone: papà Carlo, mamma Lina, il fratello Enrico e io. E’ stata una famiglia normale, onesta, laboriosa e religiosa, la quale, dopo una certa esitazione, ha accolto la mia vocazione come un dono di Dio e mi ha accompagnato fra non poche difficoltà, soprattutto nel tempo di guerra, nei 12 anni di seminario e oltre.

+ I 60 anni di sacerdozio mi hanno portato un po’ ovunque: dal Seminario di Venegono dove sono stato Vicerettore in Liceo per 6 anni, a coadiutore a Busto Arsizio, a Primo Parroco di Bariana di Garbagnate, alla Curia di Milano per 9 anni, fino all’aeroporto di Linate dove ho trascorso ben 25 anni. Interessanti sono state anche le esperienze di Responsabile della Pastorale del turismo diocesana e di Incaricato per le trasmissioni religiose della RAI in Lombardia.

Sono grato al card. Carlo Maria Martini che mi ha concesso di fare da suo segretario per le Visite pastorali in Diocesi e mi ha permesso di fare due esperienze uniche nel loro genere, visitando gran parte delle Diocesi italiane, europee e americane, per fare due Ricerche che gli interessavano: quella sulle Visite pastorali nelle parrocchie della Diocesi e quella sul Diaconato permanente.

+ Il 1 luglio 2010, allo scadere dei 75 anni di età, sono rientrato a Cesano e nella mia parrocchia di Santo Stefano come sacerdote pensionato, dove sono stato accolto con un cordiale ‘ben tornato’ come uno di famiglia, oggetto di tante attenzioni e di tanto affetto. In questi 8 anni ho avuto modo di dedicarmi alle confessioni, agli ammalati, agli ospiti della Casa di riposo, alle celebrazioni e alla predicazione (finchè ho potuto!), alla preparazione scritta delle omelie domenicali, alla cura degli Anziani della città e soprattutto alla Preghiera di intercessione, mio primo impegno da prete pensionato.

+ Nel lungo cammino dei 60 anni non sono mancati momenti di prova soprattutto per la salute: dall’infarto, all’ictus, alla paresi, al tumore alla corda vocale che mi accompagna attualmente e che mi procura non poche noie, oltre alla mancanza di voce. Nella recente visita di controllo, i medici mi hanno assicurato che ‘il lupo’ sta dormendo ancora! Con il profeta Giobbe ho detto e ripeto: ‘Il Signore ha dato, il Signore ha tolto: sia benedetto il nome del Signore!’ Le prove della vita sono state e sono poca cosa nei confronti delle immense grazie ricevute con il sacerdozio.

+ Posso sinceramente dire che nella vita mi sono lasciato guidare dall’espressione del Salmo 26 che apre la liturgia della Messa di questa 5a domenica dopo Pentecoste, il cui tema evangelico è la luce: ‘Il Signore è la mia luce e la mia salvezza: di chi avrò timore? Il Signore difende la mia vita: di chi avrò paura?’ Ciò che il Signore desidera da me, da noi, è che ci fidiamo di Lui, della sua misericordia e del suo amore; a tutto il resto ci pensa Lui! Per questo io mi sono fidato, mi fido e continuerò a fidarmi finchè avrò vita!

+ Questo excursus nei miei 60 anni di sacerdozio suscita in me due sentimenti fondamentali:
1) Il primo è di riconoscenza e di ringraziamento al Signore per l’inestimabile dono del sacerdozio. Per me il 2018 è e sarà l’ANNO DEL MAGNIFICAT, ossia del ringraziamento. Nel mio Smart Phone, dal 1 gennaio al 31 dicembre di quest’anno, in capo a ciascun giorno del calendario, sta scritto a lettere maiuscole, quasi a ricordarmelo ogni giorno: ‘MAGNIFICAT ANIMA MEA DOMEINUM!’
Il Magnificat è il cantico che la Madonna ha espresso dopo l’annuncio e l’accettazione della sua maternità e voglio che diventi anche il mio cantico di ringraziamento per il dono del sacerdozio. Per questo ho voluto riprodurlo anche nel libretto di preghiere, intitolato ‘Tre minuti per Dio’, che ho pensato di far preparare come ricordo di questo evento e che verrà omaggiato a quanti lo gradiranno. Il Magnificat lo trovate sulla copertina posteriore del libretto.

2) Il secondo sentimento è una richiesta di comprensione, di perdono, di scuse a tutte le persone incontrate nei 60 anni, per le mie inadempienze, i miei limiti, i miei difetti, dovuti al carattere, al comportamento non sempre in linea con la missione e con il ministero che avrei dovuto svolgere.

+ Il 60° di sacerdozio non termina oggi, né terminerà il 31 dicembre 2018, ma continua sconfinando nell’eternità. Il Salmista infatti afferma: ‘Tu sei sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchisedec’. Anche la Corale (che ringrazio di cuore) l’ha cantato all’inizio della Messa: ‘TU ES SACERDOS IN AETERNUM! Pertanto quello che non riuscirò a fare sulla terra, continuerò a farlo in cielo, intercedendo, insieme al Signore, alla Madonna, agli angeli, ai santi, ai nostri Cari, per tutti e per ciascuno di voi.

+ Ma in questo giorno di festa non è il caso di pensare al futuro: fermiamoci al presente e cerchiamo di godere la grazia e la gioia che il Signore oggi ci dà partecipando a questa Messa, che intendo offrire per la comunità, per le vostre famiglie e per ciascuno di voi, invitandovi al termine deIla Messa a cantare con me il Magnificat di ringraziamento.

Il Signore vi benedica, vi protegga e vi doni la sua pace, oggi e sempre!
DON GIOVANNI TREMOLADA